I comuni rappresentati

Modulistica commercio

I moduli unificati e standardizzati, approvati con accordo in Conferenza Unificata il 4 maggio 2017, relativi alle attivita’ commerciali ed assimilate, sono i seguenti:
  • 1. Scheda anagrafica;
  • 2. Esercizio di vicinato;
  • 3. Media e grande struttura di vendita;
  • 4. Vendita in spacci interni;
  • 5. Vendita mediante apparecchi automatici in altri esercizi già abilitati e/o su aree pubbliche;
  • 6. Vendita per corrispondenza, tv, e-commerce;
  • 7. Vendita presso il domicilio dei consumatori;
  • 8. Bar, ristoranti e altri esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (in zone tutelate);
  • 9. Bar, ristoranti e altri esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (in zone non tutelate);
  • 10. Bar, ristoranti e altri esercizi di somministrazione temporanea di alimenti e bevande;
  • 11. Attività di acconciatore e/o estetista;
  • 12. Subingresso in attività;
  • 13. Cessazione o sospensione temporanea di attività;
  • 14. Notifica sanitaria ai fini della registrazione (Reg. CE n. 852/2004).
SI aggiungono, con accordo del 6 luglio 2017, i seguenti:
  • 15. Panificazione;
  • 16. Tintolavanderie/Lavanderia self – service a gettone;
  • 17. Somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore;
  • 18. Somministrazione di alimenti e bevande in esercizi posti nelle aree di servizio e/o nelle stazioni;
  • 19. Somministrazione di alimenti e bevande nelle scuole, negli ospedali, nelle comunita’ religiose, in stabilimenti o nei mezzi di trasporto pubblico;
  • 20. Autorimesse;
  • 21. Autoriparatori;
La scheda anagrafica è comune a tutte le attività e costituisce parte integrante di ciascun modulo.

Il modulo per la notifica sanitaria riguarda tutti gli operatori del settore alimentare.

L’ORGANIZZAZIONE DEI DATI

La modulistica prende necessariamente in considerazione tutte le diverse opzioni legate, ad esempio, agli eventi legati alla vita delle imprese (avvio, trasferimento, ampliamento, subingresso o cessazione), alla dimensione delle attività commerciali, alle modalità di vendita, alla tipologia di prodotti da vendere, alla localizzazione nel caso di bar e ristoranti (ad es. in zone tutelate), alle altre modalità di somministrazione di alimenti e bevande, etc. Inoltre un apposito quadro riepilogativo indica l’eventuale documentazione da allegare, in particolare quando nel medesimo contesto vengono presentate altre segnalazioni o comunicazioni nell’ambito della SCIA unica o vengono richieste le autorizzazioni necessarie all’avvio dell’attività con la SCIA condizionata.

LE NOVITÀ

Tutto quello che non può più essere richiesto a cittadini e imprese

• Non possono più essere richiesti certificati, atti e documenti che la pubblica amministrazione già possiede (per esempio le certificazioni relative ai titoli di studio o professionali, richiesti per avviare alcune attività, la certificazione antimafia, etc.), ma solo gli elementi che consentano amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione (articolo 18, legge n. 241 del 1990).

• Non possono più essere richiesti dati e adempimenti che derivano da “prassi amministrative”, ma non sono espressamente previsti dalla legge. Ad esempio, non è più richiesto il certificato di agibilità dei locali per l’avvio di un’attività commerciale o produttiva (che, tra l’altro, in molti casi non era possibile ottenere) oppure non occorre più allegare relazioni tecniche dettagliate con la descrizione dei locali e delle attrezzature per aprire un pubblico esercizio. È sufficiente una semplice dichiarazione di conformità ai regolamenti urbanistici, igienico sanitari, etc.

• Non è più richiesta la presentazione delle autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività. Ci pensa lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) ad acquisirle: è sufficiente presentare le altre segnalazioni/comunicazioni in allegato alla SCIA unica (SCIA più altre segnalazioni o comunicazioni) o la domanda di autorizzazioni in allegato alla SCIA condizionata (SCIA più autorizzazioni)

In questo modo l’Italia si adegua al principio europeo secondo cui “l’amministrazione chiede una volta sola” (“Once only”).